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Il castagnaccio che si credeva uno strudel

Tempo preparazione

1h e 15 min

Tempo cottura

30 - 35 min

Quantità

6-8 persone

Emozione

Nostalgia

Ogni autunno, quando le foglie cambiano colore e l’aria si fa più fresca, torno a preparare il castagnaccio.
È una ricetta semplice e antica, che condivido da sempre con mio babbo.
Un piccolo rito di famiglia: mani nella farina di castagne, il profumo che si diffonde, e quei gesti familiari che, pur ripetuti, portano sempre qualcosa di nuovo.
Il castagnaccio ha un sapore essenziale, quasi austero.
La croccantezza dei pinoli e della frutta secca rompe la morbidezza dell’interno, mentre la sottile crosta in superficie profuma di legna e di caldarroste.
È un dolce che non cerca di piacere a tutti, ma conquista chi sa ascoltarne la semplicità.
Alla versione tradizionale ho aggiunto un tocco personale, ispirato alle settimane bianche in Alto Adige: caminetti accesi, neve che scricchiola sotto gli scarponi, aria limpida e profumo di mele cotte.
Anche se il mio babbo arriccerà il naso, la cannella — secondo me — dà quel tocco speziato che riscalda, mentre le mele regalano morbidezza all’impasto.
Per finire, un goccio di rum che ricorda il bombardino dopo le sciate.
P.S. Comunque la cannella non si sente troppo, quindi babbo tranquillo.
Per chi preferisce evitare la nota alcolica, anche il succo di mela saprà riportare quella stessa sensazione di calore.
E tu, quale versione preferisci?

Ingredienti

  • 250 g farina di castagne

  • 350 ml acqua (oppure 175 ml acqua + 175 ml latte intero per più morbidezza)

  • 40 g zucchero di canna (facoltativo, tradizionalmente è poco dolce)

  • 1 pizzico di sale

  • 3 cucchiai olio extravergine d’oliva


Aromi e guarnizione


  • 30 g uvetta (ammollata 30 min in 40 ml di rum, oppure in tè nero caldo o succo di mela)

  • 25–30 g pinoli

  • 30–35 g noci (pecan o comuni, spezzettate grossolanamente)

  • 1 mela piccola (circa 80–100 g, a dadini piccoli, direttamente nell’impasto)

  • 1 cucchiaino cannella in polvere

  • Qualche rametto di rosmarino fresco

  • 1 cucchiaio olio evo (per spennellare la superficie)

Preparazione

Step 1

Metti l’uvetta in una ciotolina, copri con il rum (o l’alternativa scelta) e lascia per 20–30 minuti. Poi scolala e tamponala.


Step 2

In una ciotola grande setaccia la farina di castagne. Aggiungi zucchero e sale. Versa l’acqua (o acqua+latte) a filo, mescolando con una frusta per ottenere una pastella liscia e fluida (tipo crema). Incorpora 2 cucchiai di olio e la cannella.


Step 3

Unisci all’impasto: i dadini di mela e metà dell’uvetta. Mescola delicatamente.

Ungi la teglia con 1 cucchiaio d’olio e versa l’impasto. Distribuisci in superficie la restante uvetta, i pinoli, le noci e qualche ago di rosmarino. Irrora con un filo d’olio.


Step 4

Metti il dolce in forno statico a 180°C per 30–35 minuti, finché compaiono le tipiche crepe e la superficie è asciutta e dorata.


Servi il tuo castagnaccio tiepido o a temperatura ambiente. Ottimo con vin santo per rispettare la tradizione toscana o una tazza di Glühwein speziato per rimarcare il twist tedesco.


Ora che conosci la ricetta, ti invito a rileggerla con occhi nuovi: ecco come trasformarla in un gesto di cura per te

Esercizio terapeutico


🕯️Prima di iniziare


Prepara gli ingredienti, pensando a un ricordo autunnale felice ma ormai lontano.

Chi c’era? Che atmosfera c’era? Quale profumo?


🥣Baking therapy


Setaccia la farina. Fai questo gesto lentamente, come se filtrassi la memoria.

“Cosa porto ancora con me da quel tempo?”

Dopo, versa l’acqua a poco a poco. Mescola con calma, osserva i movimenti circolari.


“Come posso tenere vivo questo ricordo senza che mi faccia male?”


Infine, aggiungi l’uvetta ammollata nel rum e annusa la cannella.

Scrivi su un foglio una sola parola che rappresenta il ricordo.

(Puoi tenerla accanto al forno, come gesto simbolico.)


Adesso gli ultimi passaggi: taglia le mele a pezzettini.

Ognuno di essi può rappresentare una persona, un luogo, una sensazione.

Mescolali nell’impasto e aggiungi ricchezza con pinoli e un filo di olio.


🔥 Mentre il castagnaccio è in forno


Prenditi una pausa e concediti una bevanda calda. Poi prendi un foglio di carta e scrivi 3 parole o frasi brevi su:

• Cosa ti manca

• Cosa quel tempo ti ha insegnato

• Cosa resta con te oggi


❤️ Il momento finale


Assapora la tua creazione e ripeti a te stessa (sottovoce o a mente)

“Quel tempo non torna, ma vive in me.

Oggi lo onoro, con gentilezza.”


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