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Parigina à la provençale

Tempo di preparazione

Tempo di cottura

1 h e 15 min + 3 ore di riposo

35 min

Quantità

12 pezzi

Stagione

Autunno/Inverno

La parigina non è solo una ricetta: è una lezione di consapevolezza in forma di sfoglia.
Un intreccio di strati che si lasciano attraversare solo da chi ha il tempo — e la voglia — di andare oltre la superficie. Il primo morso è croccante, quasi sfuggente. Poi arriva la morbidezza del pane, il calore del pomodoro, la sapidità del prosciutto, il conforto filante del formaggio.
A completare, una tapenade di olive — idea geniale della sister —che dà un tocco provenzale per un brunch o un aperitivo tutto mediterraneo.
Incredibile a dirsi, è piaciuto anche mio padre, da sempre scettico sugli abbinamenti arditi.
In fondo, la parigina ci ricorda proprio questo: come questo rustico — che di francese ha solo il nome —siamo fatt* di parti lisce e parti più fragili, di consistenze diverse e contrasti che, alla fine, trovano la loro armonia.
Ogni passaggio richiede attenzione, presenza, fiducia in ciò che si costruisce passo dopo passo. Nessun giudizio, nessun confronto. Solo accettazione di ciò che siamo, riconoscendo anche le imperfezioni.
E quando il profumo del sugo comincia a pervadere la cucina, scopriamo che anche dentro di noi si amalgamano sapori e sfumature diverse, quelli che ci rendono unic*e inimitabil*, basta solo il coraggio di lasciarli emergere.

Ingredienti

  • 500 g farina 0

  • 310 g acqua

  • 25 g olio extra vergine di oliva

  • 2 g lievito di birra secco

  • 5 g zucchero

  • 10 g sale fino


Per il ripieno


  • 400 g sugo di pomodoro

  • 125 g prosciutto cotto

  • 300 g mozzarella


Per finire


  • una confezione di pasta sfoglia rettangolare

  • 1 uovo

  • 2 cucchiai di latte


Per la tapenade di olive taggiasche


  • 150 g di olive nere taggiasche

  • 1 cucchiaio di capperi dissalati

  • ½ spicchio di aglio piccolo

  • 1 cucchiaino di succo di limone fresco

  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

  • Pepe nero q.b

  • (Facoltativo) ½ cucchiaino di senape di Digione

  • (Facoltativo) un po’ di timo fresco o di erbe di Provenza

Preparazione

Per la parigina


Step 1


Inizia con la farina, lo zucchero e il lievito secco: mescolali in una ciotola capiente, come se stessi tracciando il punto di partenza di qualcosa di buono.

Aggiungi l’acqua poco alla volta, lasciando che l’impasto si formi lentamente sotto le mani.

Quando comincia a prendere corpo, versa l’olio in più riprese. Quando l'olio arriva a metà, aggiungi il sale.

Continua a lavorarlo finché non diventa liscio ed elastico, poi forma una palla morbida.

Rimettola nella ciotola, coprila con pellicola e lasciala riposare per circa 3 ore, finché avrà raddoppiato il suo volume.


Step 2


Togli la pellicola e adagia l’impasto in una teglia unta da 32x40 cm.

Allargalo con i polpastrelli, con la stessa delicatezza con cui si sfiora una pagina appena scritta: spingi verso i bordi, senza bucare.

Copri di nuovo e lascia che si rilassi per altri 20 minuti.


Step 3


Spalma il sugo di pomodoro lasciando liberi i bordi, poi aggiungi le fette di prosciutto e la mozzarella ben scolata e tagliata a cubetti.

Stendi la pasta sfoglia con il mattarello, fino a ottenere un rettangolo leggero e arioso. Posala sopra la farcitura, rifila i bordi e bucherella la superficie con una forchetta.

Infine, spennella con un mix di uovo sbattuto e latte: sarà questo a regalare la doratura perfetta, quella che profuma di casa.



Step 4


Cuoci in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 30-35 minuti.

Quando la superficie sarà dorata e la cucina saprà di pomodoro, sforna e lascia riposare per qualche minuto. Poi taglia la tua parigina in dodici pezzi e servila tiepida


*la ricetta è ispirata al blog di GialloZafferano


Per la tapenade di olive


Metti nel mixer le olive, i capperi e l’aglio. Aggiungi l’olio, il succo di limone e il pepe.

Frulla a impulsi, fino a ottenere una crema grossolana.

Se vuoi una consistenza più morbida, unisci ancora un filo d’olio e lavora brevemente.

Assaggia e regola di sale (di solito non serve, i capperi bastano).

Trasferisci in una ciotolina, aggiungi un filo d’olio in superficie e, se ti piace, profuma con un po’ di timo o scorza di limone.


Hai tutto quello che ti serve per cucinare.
Ma se vuoi prenderti qualcosa di più - un attimo di calma, di ascolto - ti lascio qui un piccolo esercizio

Esercizio terapeutico


🕯️ Mettiti nel mood giusto


Accendi una musica che ti metta di buonumore, quella che ti fa battere i piedi al ritmo, quella che ti fa sorridere mentre cucini.

Prepara sul tavolo tutti gli ingredienti della parigina: la pasta per pizza, il prosciutto cotto, il formaggio, la passata di pomodoro, la pasta sfoglia.

Osserva ogni ingrediente: a quale parte di te assoceresti la croccantezza della sfoglia? E la dolcezza del pomodoro? Chi nella tua vita ti ricorda quel formaggio filante e rassicurante?


🥣Baking therapy


  1. Tornare al presente

Stendi con calma la base di pasta per pizza. Premila bene sulla teglia.

Mentre lo fai, pensa a cosa ti sostiene ogni giorno: le tue risorse, le tue radici, le persone che rappresentano i tuoi punti di riferimento.


  1. Strati di emozioni

Spalma la passata di pomodoro e aggiungi un pizzico di sale e origano.

Il pomodoro è come le emozioni: a volte acido, a volte dolce.

Quale emozione hai sentito più intensamente negli ultimi giorni? Lasciala andare, come il profumo del sugo che "pippia".


Aggiungi le fette di prosciutto cotto come i pensieri che affiorano, le frasi che ripeti a te stess*.

Quale pensiero si è fatto spazio nella tua mente ultimamente?


Poi, arriva il formaggio – morbido, filante – è ciò che desideri, ciò che ti fa bene.

Di cosa hai bisogno oggi? Riconosci quel bisogno senza giudizio


  1. Coprirsi di leggerezza

Chiudi con uno strato di pasta sfoglia.Liscia bene la superficie, come a dire: Mi prendo cura anche del mio fuori, senza dimenticare il dentro.”



❤️Riflessione finale


  • Quale parte di me ha avuto più bisogno di essere nutrita oggi?

  • C’è uno strato che ho trascurato e che merita più ascolto?

  • Cosa posso promettermi, anche solo per il giorno che viene? 

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